dati 2009


"Un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo". Così il Direttore Generale della Fao, Jacques Diouf, ha commentato ieri i dati diffusi dall'agenzia Onu: per la per la prima volta nella storia umana fame e malnutrizione colpiranno nel 2009 oltre un miliardo di persone, un sesto della popolazione mondiale. "Questo recente aumento non è la conseguenza di raccolti non soddisfacenti, ma della crisi economica mondiale che ha ridotto i redditi e aumentato la disoccupazione riducendo ulteriormente le possibilità di accesso al cibo per i poveri" - denuncia la Fao.

"La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all'anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche" - ha detto Jacques Diouf. "Questa silenziosa crisi alimentare - che colpisce un sesto dell'intera popolazione mondiale - costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, ed intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo".

"I dati diffusi oggi dalla Fao non fanno che confermare le nostre previsioni fatte già un anno fa" - commenta ActionAid. "Il rischio è che, senza una decisa inversione di rotta nelle politiche a sostegno del diritto al cibo, il numero degli affamati continuerà nella sua crescita esponenziale". ActionAid denuncia la mancanza di una forte volontà politica nella lotta alla fame. "Il governo italiano - spiega l'organizzazione - non ha dato segnali incoraggianti in questa direzione: i tagli dell'ultima finanziaria di oltre il 50% delle risorse destinate alla cooperazione ne sono la dimostrazione. E' importante che l'Italia, alla guida dell'imminente G8, dia dei forti segnali di volontà politica nel raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, dando una risposta adeguata alla sfida globale dell'accesso al cibo" - aggiunge ActionAid.

ll Rapporto 2009 della Fao ("Lo Stato dell'Insicurezza Alimentare nel Mondo" conosciuto con l'acronimo inglese Sofi) verrà presentato in ottobre, ma l'anticipazione è stata resa necessaria affinchè - come ha sottolineato Diouf - siano "dotate degli strumenti economici e politici necessari a stimolare la produzione e la produttività del loro settore agricolo. Gli investimenti in agricoltura devono aumentare, perchè per la maggioranza dei paesi poveri un settore agricolo in buone condizioni è essenziale per combattere i problemi della fame e della povertà, ed è un pre-requisito indispensabile per la crescita economica generale".

Diversamente dalle crisi precedenti - sottolinea la Fao - i paesi in via di sviluppo hanno minori possibilità di rispondere alle condizioni economiche negative, perchè la crisi sta colpendo praticamente ogni parte del mondo contemporaneamente. Il margine di manovra per misure di aggiustamento agli shocks economici, quali ad esempio il deprezzamento del tasso di cambio e l'indebitamento sui mercati finanziari internazionali, è più ristretto nel caso di una crisi globale. La crisi economica, inoltre, viene a seguito della crisi alimentare ed energetica del 2006-08. Mentre i prezzi alimentari sui mercati internazionali sono diminuti nel corso degli ultimi mesi, i prezzi interni nei paesi in via di sviluppo sono scesi assai più lentamente. "Per i consumatori poveri, che spendono fino al 60% del loro reddito in beni di prima necessità - evidenza l'agenzia Onu - ciò implica una notevole riduzione nel loro effettivo potere d'acquisto".

Mentre nel corso degli anni ‘80 e nella prima metà degli anni '90 c'è stato un discreto miglioramento nella riduzione della fame cronica nel mondo, nell'ultimo decennio mostra invece un trend di lenta ma continua crescita. Il numero di persone affamate è aumentato nei periodi 1995-97 e 2004-06 in tutte le regioni del mondo, esclusa l'America Latina e i Caraibi. Ma anche in questa regione i miglioramenti ottenuti nella riduzione della denutrizione sono stati cancellati dall'aumento dei prezzi alimentari e dall'attuale recessione economica globale. Quest'anno, principalmente a causa degli shocks contemporanei della crisi economica e degli alti prezzi dei prodotti alimentari, il numero di persone vittime della fame è previsto crescere globalmente dell'11%, secondo le stime della Fao, basate su analisi del Dipartimento per l'Agricoltura degli Stati Uniti.

"L'aumento dei malnutriti è un problema globale" - nota la Fao. Tutte le regioni del mondo infatti sono state colpite dall'aumento dell'insicurezza alimentare, compresi i Paesi sviluppati dove la denutrizione riguarda 15 milioni di persone, per un aumento del 15,4% sul 2008. La Fao si sofferma nel dettaglio sulle aree maggiormente colpite: L'Asia e il Pacifico, la regione più popolosa del mondo, ospita il numero maggiore di persone denutrite (642 milioni), per un aumento del 10,5% sul 2008. L'Africa Subsahariana ha la maggior percentuale di denutrizione in relazione alla sua popolazione (265 milioni, il 32% sull'intera popolazione e con una crescita dell'11,85 sul 2008). Il maggior aumento percentuale del numero di persone denutrite nei Paesi in via di sviluppo si è verificato nella zona del medio Oriente e del Nord Africa (42 milioni, +13,5%). L'America latina e i Caraibi, l'unica regione che negli ultimi anni aveva mostrato segni di miglioramento, hanno anch'essi visto un netto aumento della denutrizione (53 milioni, +12,8%).

"La maggioranza dei poveri e degli affamati nel mondo è costituita dai piccoli contadini dei paesi in via di sviluppo. Ciò nonostante, essi hanno il potenziale non solo per garantirsi la propria sussistenza ma anche per accrescere la sicurezza alimentare e stimolare una più vasta crescita economica. Per rendere effettivo questo potenziale e ridurre il numero di persone vittime della fame nel mondo, i governi, assistiti dalla comunità internazionale, devono proteggere gli investimenti di base nel settore agricolo, in modo da garantire ai piccoli contadini l'accesso non solo a sementi e fertilizzanti, ma anche a tecnologie più adatte, infrastrutture, schemi di finanza rurale e mercati" - ha affermato Kanayo F. Nwanze, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

I poveri che vivono nelle città si troveranno ad affrontare i problemi maggiori legati alla recessione globale, in quanto la riduzione della domanda di esportazioni e degli investimenti diretti esteri si ripercuoterà presumibilmente in maniera più pesante sui lavori urbani. "Ma anche le aree rurali non verrano risparmiate. Milioni di persone emigrate nelle città si vedranno costrette a tornare nelle campagne, con conseguenti pressioni sulle condizioni dei poveri residenti in tali aree" - nota la Fao.

La Fao ha annunciato che terrà a Roma il prossimo mese di novembre un vertice di capi di Stato, volto ad "affrontare alle radici il problema della fame e della povertà". "Bisogna riportare la lotta alla fame al centro dell'attenzione internazionale - ha detto Diouf - per indurre i capi di Stato a incrementare la quota degli aiuti destinati al settore agricolo e rilanciare il cammino per dimezzare il numero di quanti soffrono oggi la fame entro il 2015". [GB]


fonte: unimondo.org



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